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martedì 8 gennaio 2008

Testimonianza di un Vigile del Fuoco - Riceviamo e pubblichiamo

Gentili Signori,
mi chiamo Valentino Prezzemolo, sono un Vigile del Fuoco di Manduria in provincia di Taranto, che presta servizio a Milano, sono il coordinatore dell'ufficio stampa del CONAPO, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco ( www.conapo.it) e realizzatore della denuncia sugli incendi boschivi ed ideatore di un interessante progetto di legge in materia, dei quali vi posterò il realtivo link. Vi seguo da un po' di tempo attraverso varie news e lo stesso blog, mi capita spesso però di notare che nelle vostre giustissime rivendicazioni manchi qualcosa, ciò che insieme a numerosi altri fattori ha determinato uno scenario così raccapricciante è stata l'assoluta impossibilità dei VVF di gestire l'emergenza, questo soprattutto a causa di politiche a livello nazionale che hanno determinato un grave deficit funzionale di questa struttura, determinato soprattutto dal non avere a disposizione uomini e mezzi adeguati, che allo stato attuale non sono assolutamente sufficienti a garantire una risposta sufficiente, per ogni evento che si discosti anche di poco dalla normale quotidianità; oggi i VVF non hanno uomini (mancano più di 3000 unità), non si fanno assunzioni, e quelle poche unità che vengono assunte sono dirottate al nord, per i motivi che tutti ben conosciamo, i VVF non hanno i mezzi idonei, si pensi che l'8% del parco mezzi non ha superato i collaudi, moltissimi mezzi sono fermi a causa dell'impossibilità di operare anche le più banali manutenzioni a causa di ingenti tagli alle risorse; i VVF non hanno i soldi per pagare il carburante per la trazione dei mezzi, per pagare le bollette dell'acqua che consentano di rifornire le botti, del gas di riscaldamento e della stessa corrente elettrica; una situazione catastrofica che per esigenze di brevità non può essere completamente messa a nudo in questa circostanza. Pertanto vi chiedo, restituire la funzionalità persa, ad un ente come il Corpo Nazionale VVF, ormai ridotto all'inoperatività, non è forse uno strumento idoneo ad ovviare a quanto accaduto e con largo preavviso da noi denunciato? Ridare la competenza ed il coordinamento ai VVF non è un utile strumento per ovviare alla confusione che abbiamo visto generarsi durante i trsti avvenimenti della scorsa estate? Possiamo pertanto intraprendere una profiqua collaborazione, in quanto la sicurezza e la tutela del cittadino e del patrimonio non possono non tenere conto di quell'ente istituzionalmente preposto ad operare in tali ambiti.

I link che seguono sono inerenti la denuncia sugli incendi boschivi e la relativa proposta di legge da me elaborate e delle quali ha deciso di farsi carico il CONAPO:

link 1
link2

giovedì 4 ottobre 2007

REGIONE CAMPANIA VIETA CACCIA NELLE AREE INCENDIATE

CACCIA: CAMPANIA POSTICIPA AL 1° OTTOBRE LA CACCIA ALLA FAUNA STANZIALE E VIETA L’ATTIVITA’ VENATORIA NELLE AREE COLPITE DA INCENDI. LA LIPU PLAUDE: “UN BUON PROVVEDIMENTO, DA ESTENDERE ALLE AREE LIMITROFE”
“Fondamentale procedere nella previsione del catasto”

Divieto di caccia nelle zone boschive della Campania colpite dagli incendi, rinvio al primo ottobre dell’apertura della stagione venatoria per le specie stanziali come Colombaccio, Ghiandaia, Merlo e Starna.
La LIPU-BirdLife Italia plaude alla delibera approvata dalla Regione Campania (e pubblicata sul BUR n. 51 del 24 settembre) contenente le misure a tutela della fauna stanziale in difficoltà a causa dei gravi incendi che hanno colpito il territorio regionale. Un provvedimento in tal senso era stato invocato da LIPU e altre associazioni lo scorso 28 agosto con riferimento all’effettiva applicazione del divieto di caccia previsto dalla legge 353 del 2000 sulle aree percorse dal fuoco ma anche ad una più ampia azione di tutela della fauna, colpita direttamente e indirettamente dalla calamità estiva.
“Apprezziamo il provvedimento campano – dichiara Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia – che è volto a dare un qualche sollievo alla fauna in difficoltà e che andrebbe seguito dalle altre regioni interessate, sottolineando comunque la necessità che la misura di divieto si estenda alle zone limitrofe, come peraltro richiesto dall’ordinanza governativa.
“Ma al di là della questione venatoria – prosegue il Presidente LIPU - è necessario richiamare i comuni e le stesse regioni alla rapida e completa previsione del catasto delle aree incendiate, con tutto ciò che ne consegue in termini di controlli e applicazione della legge.
“Solo così, infatti – conclude Tallone - le mire speculative degli incendiari potranno essere adeguatamente contrastate ed il rischio del ripetersi di una stagione infernale come quella appena vissuta possa essere effettivamente evitato”.

lipu.it

sabato 22 settembre 2007

Incendi in Italia: la mappa del rischio - Ecoblog

distribuzione del rischio di incendi in Italia

La mappa in figura riporta il rischio di incendio in Italia, secondo il sito incendiboschivi.org. Le provincie in rosso sono quelle in cui “il rischio permanente o ciclico di incendio minaccia gravemente l’equilibrio ecologico, la sicurezza delle persone e dei beni o contribuisce all’accelerazione dei processi di desertificazione delle superfici rurali.”

Termino la parte naturalistica sugli incendi (nei giorni scorsi abbiamo visto le tipologie, gli adattamenti della macchia mediterranea, gli effetti sui suoli e le modalità dei ripopolamento vegetale, per passare a quella “umana”. Il Corpo Forestale dello Stato, insieme a Legambiente, hanno stilato un rapporto sul legame tra incendi e illegalità in Italia. Tra gli altri dati sugli incendi di cui avevamo già parlato, leggo il seguente passaggio: “Nel corso del 2006 in tutta Italia sono andati in fumo quasi 40.000 ettari di territorio a causa di 5.643 incendi boschivi, di cui il 60% appiccati intenzionalmente da incendiari per varie ragioni tra cui la speculazione e l’illusione di creare posti di lavoro connessi alle attività di spegnimento.”